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Cenni storici sul Monastero

Il monastero benedettino maschile di Sant’Eufemia venne fondato nei primi anni dell’XI secolo dal vescovo di Brescia Landolfo II (1002 – 1030).
L’anno della fondazione, non riportato in documenti originali ma solo in copie trascritte in secoli posteriori, è stato oggetto di più ipotesi; la più verosimile è considerata quella dell’abate Faita (XVIII sec.) che fa risalire la fondazione al 1008.
Landolfo II dotò il monastero di un cospicuo patrimonio costituito da possedimenti (corti e terre) della borgata, ai quali si aggiunsero pochi anni dopo quelli di Caionvico, Botticino Rezzato, Castenedolo, Franciacorta, presso i laghi di Garda e di Iseo, altri in Valtrompia, in Valcamonica e nella bassa bresciana. Privilegi e proprietà confermati e protetti non solo col placet imperiale di Enrico II (1024, 1037) ma anche, nei secoli successivi, con bolle papali di Callisto II (1123), Innocenzo II (1132), Urbano III (1186).
Come per la fondazione, incerta è la titolazione. Alcuni studiosi la ipotizzano dedicata a san Paterio, perché  alla sua morte Landolfo volle essere seppellito nella cripta della chiesa monastica, accanto alle reliquie del Santo.
A tutt’oggi, i documenti citanti san Paterio risalgono al XVI secolo e riguardano la chiesa di cui si vedono ancora le vestigia, ma non il monastero.
Crrto è che già nel 1037 il cenobio è dedicato a Sant’Eufemia, da cui prenderà il nome la borgata.
Costruito fuori le mura della città, luogo strategico per l’acquartieramento delle truppe in guerra contro il Comune di Brescia, subì nel corso dei secoli incursioni e distruzioni.
L’assedio alla città del 1438 ad opera delle milizie viscontee guidate dal Piccinino, accampatesi in Sant’Eufemia, induce i Benedettini a trasferire il monastero entro le più sicure mura cittadine in contrada Porta Torrelunga (ora Porta Venezia). Il 30 maggio 1444 il pontefice Eugeio IV autorizza l’edificazione del nuovo cenobio sempre titolato a Sant’Eufemia.
L’ormai ex monastero di Sant’Eufemia, extra o fuori, è declassato a corte rurale.
Di proprietà benedettina fino al 1797, in seguito alla soppressione napoleonica divenne proprietà dell’Ospedale Maggiore Nazionale di Brescia, finchè, nel 1979, divenne proprietà del Comune di Brescia.
Attualmente ospita il “Museo della Mille Miglia”.

 

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Il Vescovo di Brescia Landolfo II, fondatore del Monastero

 

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Il Vescovo di Brescia san Paterio, cui è dedicata la chiesa del Monastero

 
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